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IMMAGINI


 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL CASTELLO

DI TORRECHIARA

 

IL FESTIVAL


 

 

 

 

IL CORTILE D’ONORE

DURANTE GLI SPETTACOLI

DEL FESTIVAL DI TORRECHIARA

 

INFO


 

IAT TORRECHIARA

Strada Castello 10 - Torrechiara
Tel. 0521 355009

Dal martedì alla domenica

dalle 10,00 alle 13,00
e dalle 15,00 alle 18,00. E-mail: iat@comune.langhirano.pr.it


Pro Loco Langhirano

tel. e fax 0521 852242


Centro Culturale

Comune di Langhirano

tel. 0521 351352

fax. 0521 351354

e-mail - sito web

 

(Aggiornato al 2007)

CASTELLO DI TORRECHIARA


 

 

Secolo XV

 

INVOCATO IL NOME DELA REDEMPTRICE

DI CUY PRONOME PORTO IO PETRO ROSSO

FONDAY STA ROCHA ALTIERA ET FELICE

M DE MAGIO QUARANTAOCTO ERA IL CORSO CCCC

ET CUM DIVINO AIUTO FU PERFECTA

AVANTI CHEL SEXANTA FUSSE SCORSO

 

 

È senz’altro il castello più spettacolare, più strutturato e anche più frequentato della provincia di Parma e per questo è stato spesso usato come set cinematografico di film come Ladyhawke di Richard Donner, interpretato da  Michelle Pfeiffer, Matthew Broderick e Rutger Hauer ed è sede di spettacoli estivi tra i quali, naturalmente il Festival di Torrechiara Renata Tebaldi.

Il maniero si trova a 278 m. sul livello del mare su una piattaforma murata posta al sommo di un colle terrazzato e coltivato alla sinistra del torrente Parma lungo la strada per Langhirano.

Sicure notizie dell’esistenza di una struttura fortificata a Torrechiara si hanno solo dal 1259 quando il podestà di Parma ne ordina la demolizione, vietandone due anni dopo la riedificazione. L’attuale castello in ogni modo venne realizzato nel 1448-60 da Pier Maria Rossi con una formula felicissima di fusione fra strutture difensive e residenziali che ne fanno tuttora una delle esperienze estetiche più piacevoli del territorio.
La pianta è rettangolare, con quattro torrioni radunati nel nucleo collegati da mura merlate alla ghibellina (uno dei torrioni è doppio e sovrasta gli altri): in questo modo si definisce un cortile rettangolare, il Cortile d’Onore (lato lungo m.26.55) che ha un lato porticato con volte a crociera e colonne in laterizio (primo ordine) e arenaria (secondo), corrispondente a quello del piano superiore.

Verso la fine del XVI secolo furono sovralzate le due logge sul fronte orientale facendone un belvedere che domina su un amplissimo panorama e arricchisce di chiaroscuri l’architettura. L’interno è ricchissimo di sale affrescate.


PIANO TERRA


  • Oratorio di S.Nicomede. Secondo le cronache Bianca Pellegrini e Pier Maria Rossi assistevano alle funzioni da una tribunetta lignea (ora al Museo del Castello Sforzesco di Milano) e qui si sarebbero fatti seppellire: due lastre di lapidi testimonierebbero la veridicità della notizia.

  • Sala di Giove. Affrescata da Cesare Baglione (fine XVI sec.) con la figura del padre degli dei sulla volta e motivi a grottesche, putti, cartigli, architetture fantastiche. Alle pareti, altre decorazioni naturalistiche del XVIII sec.

  • Sala del pergolato. Cesare Baglione affresca nella volta un pergolato e alle pareti figure femminili, a cui si sono sovrapposti paesaggi con uccelli del XVIII sec.

  • Sala dei paesaggi. Decorazioni paesaggistiche entro ovali, con raffigurazioni di castelli, e grottesche alle pareti.

  • Sala della Vittoria. Una Vittoria vola al centro della volta in uno squarcio di cielo. Le altre raffigurazioni sono strutturate entro motivi architettonici collegati da festoni.

  • Sala degli Angeli. Al centro della volta, l’arma degli Sforza, e alle vele angeli che si affacciano da balaustre. Nelle lunette, uccelli con stemmi degli Sforza di S. Fiora e famiglie collegate.

  • Sala del Velario. Un velario dipinto nella volta si raccorda con i peducci angolari a filari di serti. Nelle vele e nelle pareti, altri motivi a grottesche.

  • Salone degli Stemmi. Volte e lunette a grottesche e stemmi di papi, sovrani e nobili legati ai Rossi e agli Sforza di S. Fiora. Nella volta, riquadri con angeli.

PIANO PRIMO


  • Salone dei Giocolieri. Così detto dall’affresco del Baglione nel quale dei nudi su leoni si prodigano in acrobatici esercizi fino a formare una specie di piramide umana. Fregio con scene di battaglia e figure femminili. Monocromi con architetture e grottesche su tutte le pareti.

  • Camera d’Oro, forse camera nuziale o forse cancelleria del castello (qui venne rogato certamente il testamento di Pier Maria Rossi), è l’ambiente più celebrato del castello e uno dei più alti esempi di camera votiva ed erotica (ammesso che fosse tale la destinazione) in Italia. Il ciclo di affreschi è attribuito alla scuola di Benedetto Bembo e vi è rappresentata una figura femminile (Bianca Pellegrini, amante di Pier Maria Rossi) in abiti da pellegrina, che percorre tutte le proprietà rossiane, dipinte con grande cura di particolari (nelle vele i possedimenti montani, nelle lunette quelli di collina e pianura). Fu ricostruita  da Amedeo Bocchi e Daniele De Strobel per rappresentare l’Emilia Romagna all’esposizione etnografica di Roma nel 1911.

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