Parlare di world music
va di moda e va di moda anche tra i musicisti farcire di contaminazioni
etniche la propria musica, a volte per mascherare una carenza di idee.
Nel caso del trio formato da Riccardo Tesi, toscano, virtuoso
di organetto diatonico (una piccola fisarmonica a doppia emissione),
Patrick Vaillant, grande mandolinista e cantante provenzale
e Gianluigi Trovesi, sassofonista e clarinettista principe
del jazz italiano, le mode non c’entrano nulla e la creatività è almeno
proporzionale alla superba tecnica dei singoli musicisti. La musica
che è scaturita dal magico incontro di questi tre artisti ha incantato
il pubblico di tutta Europa per la creatività coinvolgente che trasporta
in un viaggio musicale e geografico dove, come nei sogni, sono abbattute
le barriere tra i mondi e gli stati d’animo. Le timbriche dei diversi
strumenti si armonizzano in un tessuto policromo e cangiante mentre
improvvisazioni jazz inseguono richiami orientali e l’idioma provenzale
risuona a un’antica festa di paese.
Il lavoro comune di Tesi, Vaillant e Trovesi si è concretizzato
nel CD Colline (Silex), che è stato definito dal critico francese
Franc Tenaille “cartografie per le musiche del futuro”.