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I VIRTUOSI
DELLA SCALA DI MILANO

Direttore:
Carlo Piazza
Invito
a casa Mozart
FESTIVAL
DI TORRECHIARA 2008
Il
Festival di Torrechiara Renata Tebaldi è onorato di ospitare I
Virtuosi della Scala, formazione cameristica interamente composta
da strumentsti del celebre teatro milanese, che si sono uniti con
l’intento di condividere l’esperienza artistica maturata in anni di
collaborazione con i più famosi direttori e solisti della scena
musicale internazionale. Per garantire la massima qualità artistica
dei con- certi, l’organico è composto principalmente dalle prime parti
soliste dell’Orchestra della Scala.
Il repertorio
del gruppo è improntato ad una grande versatilità e spazia dai grandi
autori del periodo barocco alla produzione cameristica mozartiana
delle serenate, dei divertimenti e delle sinfonie giovanili; dal concerto
per solista e orchestra settecentesco alle trascrizioni d’epoca della
musica operistica italiana in voga nell’Ottocento, per giungere alla
musica contemporanea per piccola orchestra da camera.
Con la direzione del M° Carlo Piazza, questi eccezionali interpreti
ci guideranno lungo il percorso compositivo del genio di Salisburgo,
in un suggestivo Invito a casa Mozart.
Nonostante la maggior parte dei brani in programma risalgano al periodo
infantile e adolescenziale, la qualità, la maturità, la perfezione,
l’equilibrio mai lasciano trasparire la giovane età dell’autore.
Nella
Cassazione (Final-Musik) kv. 63 e nel Divertimento kv. 113
un Mozart ancora ragazzino infonde magistralmente nella musica freschezza
ed inventiva, riuscendo a rigenerare le formule di generi ormai consunti
con un esito di grande piacevolezza.
La Sinfonia
n. 29 kv. 201 rappresenta poi una prova di eccezionale maturità
e completezza sia dal punto di vista tecnico-strumentale che artistico.
Secondo il musicologo Alfred Einstein questa sinfonia, composta nel
1774 a diciotto anni, contiene lo svolgimento più ricco e drammaticamente
pregnante che Mozart avesse scritto fino ad allora ed è a ragione
rimasta tra le pagine più note ed amate del grande salisburghese.
La statura
artistica di Mozart è ovunque percepibile nella continua ricerca del
nuovo, del sorprendente, di tutto ciò che non è scontato, qualità
affinate già in giovanissima età durante i numerosi viaggi in Italia
e in tutta Europa, grazie alla viva curiosità e alla non comune
capacità di assimilazione di tutto ciò che di nuovo ed originale si
muoveva nel mondo musicale contemporaneo.
Non meno importante nella formazione della personalità artistica mozartiana
è stata la conoscenza e lo studio appassionato dei predecessori,
primo tra tutti J.S. Bach. In un singolare capolavoro della maturità
come l’Adagio e Fuga kv. 546, Mozart si cimenta con un’altissima
forma compositiva del passato, tenendo ben presente la lezione del
grande Maestro ma, ancora una volta, trasformandola e facendola propria
attraverso un inconsueto finale e l’uso di dissonanze ed arditezze
armoniche che caricano la classica purezza della forma di una forte
drammaticità.
La morte
ha interrotto prematuramente la strabiliante parabola creativa mozartiana.
Lasciandoci tentare da una idea romantica e forse para-dossale,
potremmo dire che la forza del genio ha sopraffatto la fragilità dell’uomo,
portandolo a consumare la sua vita in soli trentacinque anni. Nonostante
ciò, dobbiamo essere grati al caso o al destino che ci hanno fatto
dono di un simile artista e della sua musica, senza la quale saremmo
orfani ed ignari di una così straordinaria bellezza.
Come ulteriore arricchimento del legame tra il Festival
e il territorio circostante, durante la serata agli spettatori è stato
offerto un aperitivo proposto dai sommelier
della Azienda Agricola Il Cortile di Dall’Asta di Casatico
(PR).
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