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LA STAMPA


L’armonica a bicchieri ipnotizza il Festival di Torrechiara

Magico tocco del maestro Gianfranco Grisi con trentasette coppe di cristallo

 

(...) Un silenzio quasi ir- reale ha accompagnato l’esecuzione del delizio so Adagio in Do Mag- giore Kv 617 (...) con il pubblico che pareva trattenere il respiro du- rante le agili evoluzioni delle dita del maestro Gianfranco Grisi sulle trentasette coppe di cri stallo che compongono questa particolarissima “armonica a bicchieri” dal suono etereo e qua- si ipnotico. I cameristi di Salisburgo hanno sa puto rendere al meglio queste musiche, basate sul sottile equilibrio del dialogo fra diversi stru- menti, dimostrandosi degni rappresentanti di una civiltà musicale di altissimo livello.

Un pubblico attento e partecipe ha decretato il successo della serata, tributando calorosi con sensi che hanno acco- munato tutti gli esecu- tori.

 

Francesco Magnani L’informazione

28 luglio 2006

 

PROGRAMMA


W. A. MOZART

(1756 - 1791)

 

Quartetto in Re magg. KV 285
per flauto, violino, viola e violoncello
 
Quartetto in Fa magg. KV 370
per oboe, violino,

viola e violoncello
 
Quartetto in Sol magg. KV 285/a
per flauto, violino, viola e violoncello


Adagio in fa magg.

KV 580/a
per corno inglese,

due violini e violoncello
 
Adagio in do magg.

KV 617/a
per glassharmonica
 
Adagio e Rondò

in do KV 617
per glassharmonica, flauto, oboe, viola

e violoncello

 

INTERPRETI


Lavard Skou-Larsen: violino I
Branko Kabadaic: viola, violino II
Adriane Savytzky: violoncello
Claudio Montafia: flauto
Mario Frezzato:

oboe, corno inglese


con la partecipazione di
Gianfranco Grisi: glassharmonica

 

INFO


DATA:
Martedì 25 luglio 2006

 

ORA: 21,15

 

LUOGO:
Cortile d’Onore del
CASTELLO DI
TORRECHIARA

 

 

SALZBURG CHAMBER SOLOISTS



 

  Glassharmonica: GIANFRANCO GRISI
Un omaggio a Mozart dalla sua città natale

nel 250° anniversario della nascita

 

FESTIVAL DI TORRECHIARA 2006

 

“Alle otto della sera la mia cara moglie ha dato felicemente alla luce un bambino. (...) Grazie a Dio, sia il bimbo che la madre stanno bene. Il bambino si chiama Johannes Chrysostomus Wolfangus Theophilus”.

Il 27 gennaio del 1756 nasceva Wolfgang Amadeus Mozart, “un miracolo, per concessione di Dio manifestatosi a Salisburgo”.
Nel 250° anniversario dell’avvenimento che ha segnato per sempre la storia della musica, un celebre complesso salisburghese vuole rendere omaggio al grande “concittadino” proponendo alcuni capolavori della produzione cameristica mozartiana affiancati alla presentazione di uno strumento particolare come la Glassharmonica che, suonato dalla virtuosa cieca Marianne Kirchgaessner, affascinò talmente Mozart da ispirarlo a comporre i due brani in programma.

 

Salzburg Chamber Soloists

I Salzburg Chamber Soloists nascono nel 1991 per iniziativa del violinista Lavard Skou-Larsen, che ha riunito alcuni dei migliori allievi del Mozarteum di Salisburgo con musicisti già affermati in campo internazionale. L’organico può variare dai piccoli gruppi all’orchestra da camera ed affronta un vasto repertorio che spazia dal barocco al classico, fino alle opere di avanguardia e al jazz.
Lo spirito ed il suono stesso del complesso riflettono l’atmosfera di quella Salisburgo che rappresenta un importante punto d’incontro della cultura mitteleuropea, profondamente influenzata da personalità carismatiche quali Bruno Walter, Bernhard Paumgartner, Sandor Vegh e Nikolaus Harnoncourt.
Considerati una delle migliori formazioni cameristiche del mondo, i Salzburg Chamber Soloists hanno collaborato con artisti di chiara fama tra i quali Boris Belkin (direttore artistico dal 1992 al 1995), Mischa Maisky, Michel Dalberto, Rodolfo Bonucci, Alexander Lonquich, Giora Feidman, Senta Berger e sono stati applauditi in prestigiose sale e teatri di tutto il mondo: la Philharmonie di Berlino, la Alte Oper di Francoforte, la Victoria Hall di Ginevra, la Grosser Saal del Mozarteum di Salisburgo, la Champs d’Elysée e la Carousell du Louvre di Parigi, la Concertgebouw di Amsterdam, la Koningin Elisabethzaal di Anversa, il Teatro Colon di Buenos Aires, il Teatro Municipal di Rio de Janeiro, la Bunka Gaikan di Tokio, il Masonic Auditorium di San Francisco...
Numerose anche le incisioni discografiche con musiche di Mozart, Schubert, Shostakovich, Vivaldi, Piazzolla (Dino Classics, Denon, Coviello Classics).

Nel 2006, in occasione delle grandi celebrazioni per i 250 anni della nascita di Mozart, i Salzburg Chamber Soloists sono stati scelti come rappresentanti culturali della città di Salisburgo, dove terranno 18 concerti.

 

Lavard Skou-Larsen (violino I)
Nato a Porto Alegre (Brasile), ha iniziato lo studio del violino all’età di cinque anni con il padre Gunnar, proseguendo poi a Vienna con Ernst Moravec. Nel 1976 è entrato all’Accademia del Mozarteum sotto la guida di Helmut Zehetmair, ottenendo il diploma con menzione. La sua formazione è stata notevolmente influenzata da alcune eminenti personalità, quali Sandor Vegh, Henryk Szering e Nathan Milstein. Dopo aver debuttato in pubblico all’età di nove anni, esibendosi come solista sia in Austria che in Brasile, ha ricevuto per due volte il Premio Christa Richter Steiner dell’Asso- ciazione Amici dell’Accademia del Mozarteum e nel 1978 si è aggiudicato una borsa di studio donata da Henryk Szering.

È risultato vincitore di numerosi premi internazionali: Jugend Musiziert (Austria), Concertino Praga, Festival dei Giovani Solisti di Bordeaux, Eldorado di San Paulo del Brasile, Sergio Lorenzi di Trieste (insieme al Salzburg Piano Trio).
Ha collaborato come solista e direttore d’orchestra con prestigiosi complessi: European Union Chamber Orchestra, Nuova Sinfonietta Amsterdam, Orchestra Internazionale d’Italia, Orchestre de Chambre de Geneve, Folkwang Kammerorchester Essen, Kammerakademie Neuss,  Mozarteum Orchester Salzburg, Orchestra Sinfonica di Porto Alegre e ha partecipato come camerista, anche con il Salzburg Piano Trio, ad importanti festival internazionali.
Ha al suo attivo numerose registrazioni come solista e direttore con le etichette Dino Classics, Denon, Stradivarius, Movieplay, CPO, Marco Polo, Coviello Classics.
È professore di Violino e Pratica Orchestrale presso l’Accademia del Mozarteum di Salisburgo ed è il fondatore dei Salzburg Chamber Soloists, dei quali è anche direttore artistico e konzertmeister.

Branko Kabadaic (viola, violino II)
Nato a Belgrado nel 1981, ha iniziato lo studio del violino all’età di nove anni con Toma Milosevic, passando successivamente alla viola a quattordici anni con Thomas Riebl al Mozarteum di Salisburgo. Si è poi perfezionato con Nobuko Imai, Thomas Selditz e Veronika Hagen.

È risultato vincitore di numerosi concorsi internazionali, tra i quali il Raiffeisen Klassikpreis di Salisburgo e il Petar Konjovic di  Belgrado.
Oltre che con i Salzburg Chamber Soloists suona regolarmente con la Camerata Salzburg.

Adriane Savytzky (violoncello)
Nativa di Curitiba (Brasile), inizia lo studio del violoncello con il M° Zygmunt Kubala alla Escola de Musica e Belas Artes do Parana (Curitiba) dove si diploma nel 1983. Successivamente si perfeziona ai corsi di Aldo Parisot (Yale University, USA), Tanya Carey (USA) e Paulo Gaio Lima (Portogallo).
A sedici anni vince il II Concurso Nacional Mec Funarte Rede Globo di Rio de Janeiro e a venti il primo premio al Jovens Solistas della Orquestra Sinfonica de Porto Alegre.
È stata Primo violoncello di numerose orchestre: Orquestra Sinfonica do Parana, Orquestra Sinfonica de Porto Alegre, Orquestra de Camera de Blumenau, Camerata Antiqua de Curitiba, Orquestra Metropolitana de Lisboa .
Attualmente risiede a Salisburgo, dove è membro del Salzburg Piano Trio e dell’Ariadne Quartet, oltre che primo violoncello dei Salzburg Chamber Soloists.

Claudio Montafia (flauto)
Diplomato a pieni voti presso il Conservatorio “G. Verdi” di Torino con A. Evangelisti, ha frequentato i corsi di Dartington Hall e Sion, ottenendo il Diploma Superiore con il massimo dei voti e la Menzione Speciale con P.L. Graf. Successivamente si è perfezionato con il celebre flautista James Galway.
Vincitore di numerosi concorsi, ha collaborato come primo flauto con le Orchestre della RAI e del Teatro Regio di Torino, l’Orchestra d’Archi Italiana, l’Orchestra Internazionale d’Italia, l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, Musica Insieme di Cremona, Camerata Casella, AntidogmaMusica. Ha suonato come solista e in formazioni cameristiche in tutta Europa per importanti Società e Festivals.
Attualmente è primo flauto dell’Orchestra Filarmonia Veneta e docente di flauto al Conservatorio “Steffani” di Castelfranco Veneto. Tiene inoltre corsi di perfezionamento e Master Classes, collabora con riviste specializzate e viene invitato come membro di giuria a numerosi concorsi nazionali ed internazionali.

Mario Frezzato (oboe, corno inglese)
Diplomatosi al Conservatorio “B. Marcello” di Venezia con il M° Bruno Baldan, ha completato la sua formazione musicale con M. Bourgue, H.J. Schellenberger, T. Indermuhle.
Ha collaborato come Primo Oboe con importanti istituzioni: Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Lirico di Cagliari, EAOSS di Palermo, Orchestra della Toscana, Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, Orchestra Toscanini di Parma, Orchestra Sinfonica della RAI.
Ha suonato come solista alla Biennale di Venezia, al Festival Internazionale dello Spettacolo di Dubrovni e nella prima esecuzione assoluta del Cadenzario di S. Sciarrino a Firenze, Bolzano, Trento e alla Grosser Saal del Mozarteum di Salisburgo.
Attualmente è Primo Oboe Solista dell’Orchestra Internazionale d’Italia, dei Salzburg Chamber Soloists e dell’European Music Project di Berlino, con il quale ha realizzato registrazioni radiofoniche (Bayerischer Rundfunk, Deutschlandfunk Koln, SWR Friburg...) e discografiche.

Gianfranco Grisi (glassharmonica)
Musicista eclettico, unisce ad una rigorosa formazione accademica (Pianoforte, Com- posizione, Direzione d’Orchestra e Direzione di Coro) una rara capacità creativa: ha scritto musiche di scena, colonne sonore per documentari, musica da camera, pezzi per coro e orchestra e per il teatro, risultando vincitore di vari premi (Concorso Interna- zionale della Federazione Cori del Trentino, Concorso Nazionale di Como...).

È stato invitato ad esibirsi in festival nazionali e internazionali e per varie reti televisive, tra le quali RAI, Mediaset, ORF, ZDF, ARD.  Ha partecipato alla Rassegna “I Suoni delle Dolomiti”, esibendosi al cristallarmonio con il violoncellista Mario Brunello e Marco Paolini, ha realizzato con Vinicio Capossela un concerto-evento sperimentale a Mantova e ha presentato sue composizioni al Festival Galuppi di Venezia e alla rassegna “Top Wine - Suoni delle Dolomiti”.
Come orchestratore e direttore vanno ricordati l’opera Laurin di L. Canori, (CD e ripresa RAI) e il Gran Concerto per il Solstizio d’Estate con I Virtuosi di Praga (CD Calig).
Dal 1997 prosegue l’attività concertistica dal vivo con alcuni strumenti del tutto originali: cristallarmonio, campanacci, concertine inglesi.

È fondatore e direttore dell’orchestra da camera Dissuono, dedita alla musica del Novecento e propone repertori etnici in duo con il chitarrista Franco Giuliani e con il quintetto Nono.

 

Dalla Glassharmonica al Cristallarmonio
Fu il fisico e statista Benjamin Franklin nel 1761 a inventare un nuovo strumento a cristalli rotanti, sfregati dalle dita inumidite dell’esecutore (Armonica), nobilitando così quello che era un comune divertimento conviviale. Egli dispose numerose coppe emisferiche di cristallo una dentro l’altra, in ordine di grandezza decrescente, tutte fissate a un asse orizzontale che passava attraverso un foro ricavato al loro apice. Con un pedale si faceva ruotare il perno sì che le mani potevano sfregare i cristalli.

Alla fine del ‘700 fu aggiunta una tastiera che evitava il contatto diretto con le coppe. Fu questa la glassharmonica per la quale Mozart compose i due brani in programma. Si dice che il suono particolarmente etereo e suggestivo che scaturiva dallo strumento (che cominciò ad essere utilizzato anche per sedute di ipnosi), indusse le polizie locali di alcune città a proibirne l’uso poiché “danneggiava i nervi”. La glassharmonica cadde così in disuso.

Da anni Gianfranco Grisi si dedica allo studio ed allo sviluppo dell’armonica a bicchieri, ossia una glassharmonica manuale (dove tornano ad essere le dita a girare sui bordi dei calici) e, ispirandosi all’arpa di cristallo di Bruno Hoffman, ha messo a punto uno strumento dove la disposizione dei 37 calici consente all’esecutore, che usa tre dita per mano, di eseguire accordi sino a sei suoni e di suonare in tutte le tonalità: lo ha chiamato Cristallarmonio.

 

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