Se un giorno
qualcuno avesse la pazienza di trascrivere quell’intervista e trarne
un volumetto ci si troverebbe tra le mani, oltre che una testimonianza
artistica preziosa, anche un ritratto vivace della vita quotidiana di
un piccolo paese dell’Emilia degli anni Venti e Trenta del Novecento.
Renata, che tornava a Langhirano con discrezione, senza fare rumore
e senza sentire il bisogno di gridarlo ai quattro venti per raccogliere
approvazioni, con la stessa discrezione si è ricordata nel testamento
di alcune istituzioni benefiche del paese, nel quale ora riposa accanto
alla madre.
Ora, a un anno dalla morte, il Comune di Langhirano, l’Associazione
Culturale Accademia degli Incogniti e la Pro Loco di Langhirano le dedicano
una piccola mostra che ha però uno scopo preciso e importante, quello
di mantenere vivo il filo che lega Renata Tebaldi e Langhirano.
Renata Ersilia Clotilde Tebaldi nasce a Pesaro
il 1 febbraio 1922. Dopo pochi mesi i genitori si dividono e la piccola
Renata, assieme alla madre Giuseppina Barbieri, si trasferisce nel paese
d’origine di quest’ultima, Langhirano in provincia di Parma, dove trascorrerà
gli anni giovanili. All’età di tre anni è colpita dalla poliomielite,
malattia dalla quale, dopo lunghe cure, si rimetterà completamente.
Allieva dei maestri Brancucci e Campogalliani al conservatorio di Parma,
fondamentali per la sua formazione sono gli studi col grande soprano
Carmen Melis al Liceo Rossini di Pesaro. “Tutto quello che dovevo imparare
per calcare le tavole del palcoscenico l’ho imparato da lei” affermerà
in seguito. Nel 1944 Renata Tebaldi debutta a Rovigo nel ruolo di Elena
nel Mefistofele di Arrigo Boito.
Nel 1946 partecipa al concerto di riapertura della Scala di Milano sotto
la direzione di Arturo Toscanini, che in quell’occasione la definisce
“Voce d’angelo”, un appellativo che la seguirà per tutta la carriera.
Nel 1948 esordisce all’Opera di Roma e all’Arena di Verona e da quell’anno
è protagonista di numerose rappresentazioni operistiche alla Scala,
spaziando in un repertorio vastissimo soprattutto nel genere lirico-drammatico.
Nel 1958, inoltre fa il suo esordio alla Staatsoper di Vienna.
Coinvolta suo malgrado nella rivalità con Maria Callas, gonfiata ad
arte dalla stampa, nel 1959 Renata Tebaldi decide di lasciare definitivamente
la Scala, scegliendo di proseguire la carriera soprattutto oltreoceano,
dove diviene la “regina” incontrastata del Metropolitan di New York.
Si esibisce inoltre a Chicago, San Francisco, Los Angeles, ottenendo
una popolarità eccezionale in tutti gli Stati Uniti, superiore persino
a quella della Callas, che pure era di nazionalità americana. Continua
inoltre a riscuotere grandi successi in templi dell’opera come il Covent
Garden di Londra, l’Opèra di Parigi, il Liceu di Barcellona e il Teatro
Municipal di Rio de Janeiro.
Dai primi anni ’70, Renata Tebaldi comincia a diradare
i suoi impegni negli spettacoli d’opera e a dedicarsi prevalentemente
ai concerti. Nel 1976, dopo alcune tournées in Unione Sovietica, da
l’addio al palcoscenico con una serata di beneficenza alla Scala a favore
dei terremotati del Friuli.
Nella sua eccezionale carriera Renata Tebaldi ha collaborato con i maggiori
cantanti del suo tempo (tra tutti ricordiamo Del Monaco, Corelli, Bergonzi,
Di Stefano, Gobbi…) e con leggendari direttori d’orchestra come Toscanini,
De Sabata, Giulini, Solti, Karajan.
Renata Tebaldi si è spenta il 19 dicembre 2004 nella sua casa di San
Marino, all’età di 82 anni. È sepolta nella cappella di famiglia nel
cimitero di Mattaleto (Langhirano).
Nelle foto (dall’alto verso il basso):
- Renata Tebaldi bambina.
- 1931, foto ricordo della Cresima.
- Langhirano, Renata Tebaldi vota alle elezioni
del maggio 1958.
- 1964, Renata Tebaldi in bicicletta a Langhirano.
- febbraio 1962, Renata Tebaldi canta ad un concerto
benefico a Langhirano.
- Milano, 1953, Renata Tebaldi al pianoforte.
- “Violetta” al Teatro Regio di Parma.
- Tre immagini della “diva” Renata Tebaldi.
- Langhirano, 1994, all’inaugurazione della mostra fotografica
“Vissi d’arte”.
- Dicembre 2004, l’ultimo saluto di Langhirano a Renata
Tebaldi.
- Vestito da concerto e partitura de La Bohème con
note autografe della Tebaldi.