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FOTOGRAFIE


 

OLD BLIND DOGS

 

IL GRUPPO


Jonny Hardie:
violino, mandolino,
voce

Buzzby McMillan:
basso, cittern, voce
Rory Campbell: flauti, cornamuse, voce
Jim Malcolm:
voce solista, chitarra

Paul Jennings: percussioni

 

INFO


DATA:

17 LUGLIO 1999
 

ORA: 21,15

 

LUOGO:
Cortile d’Onore del
CASTELLO DI
TORRECHIARA

 

PROGRAMMA:

Musiche tradizionali scozzesi

 


OLD BLIND DOGS



 

Musiche delle Highlands scozzesi

 

FESTIVAL DI TORRECHIARA 1999

 

La musica tradizionale scozzese sta conoscendo un periodo di grande rilancio fuori dalla terra d’origine, grazie soprattutto alla popolarità di cui da alcuni anni gode tutto ciò che si accompagna all’aggettivo “celtico”.
Ma se il revival celtico, sfruttato a fini commerciali, dà spesso luogo a prodotti discutibili, l’amore per l’autentica musica tradizionale si è sempre mantenuto vivo in Scozia.
In questo Paese la musica è stata per secoli un mezzo di affermazione e difesa di un’identità culturale e politica, al punto che spesso la monarchia inglese guardò con sospetto la cornamusa e il suo suono. Oggi, in condizioni ben più tranquille, le note insieme aspre e dolci della cornamusa continuano a significare la continuità con il passato. Nuovi interessantissimi gruppi si sono formati negli ultimi anni non sull’onda della moda, bensì da una passione che ancora si trasmette di generazione in generazione. Tra questi gli Old Blind Dogs, nati nel 1990, che grazie ai loro cinque CD e alle numerose tournées, sono tra le punte di diamante dell’attuale scena tradizionale scozzese. 
Il loro successo in patria e all’estero è dovuto in primo luogo al calore e alla brillantezza dell’interpretazione del repertorio vocale e strumentale delle Highlands, merito della voce di Jim Malcolm, del violino di Jonny Hardie e delle potenti cornamuse di Rory Campbell, giovane piper che è già una piccola leggenda nazionale. 
Tutti e tre i sopra citati musicisti sono autori anche di apprezzatissime incisioni solistiche. 
A questa base schiettamente tradizionale il gruppo aggiunge una del tutto peculiare attitudine ritmica dovuta al cittern (una versione celtica della mandola), al basso e alla presenza di un vivace tappeto di percussioni etniche.
Al di là degli altri significati, per chi si accosta alla tradizione scozzese per interesse o per curiosità, rimane soprattutto la bellezza della musica, la forza evocatrice della cornamusa e del violino, la passione trascinante delle danze, la poesia delle canzoni che parlano di temi sempre attuali: amore, emigrazione, problemi sociali.

(Aggiornato alla data del concerto)

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