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FOTOGRAFIE








LA STAMPA
La cantante napoletana e la pianista romana hanno conquistato
il pubblico
Quando il jazz è partenopeo
Una voce che suona e un pianoforte che can- ta. È nato da questo incontro
lo spettacolo con la cantante napole- tana Maria Pia De Vito e la pianista
romana Ri- ta Marcotulli, due arti- ste al vertice del jazz italiano
(e non solo) […]. Rita Marcotulli ha usato il pianoforte co- me una
percussione o, pizzicandone le corde, come un contrabbasso, oppure addirittura
co- me un sitar ricreandone il suono attraverso una semplice collana
pog- giata sulle corde. E Ma- ria Pia De Vito ha spes- so trasformato
la pro- pria voce in uno stru- mento, esplorandone i colori, i timbri
e le to- nalità, sia nella tensio- ne melodica che nella veste più jazzatamente
scat o vocalizzata.
[…] Lirismo al diapa- son, con l’improvvisa- zione sinonimo
di arte.
Fabrizio Marcheselli
Gazzetta di Parma
Spettacoli
5 agosto 2006
Napoli e il jazz conquistano
il Festival di Torrechiara
Napoli e il jazz, un con- nubio originale quanto affascinante.
[…]
La scelta delle due jaz- ziste, consacratesi nel- l’olimpo
internazionale, non è stata orientata al facile impatto ma al ten- tativo
di accompagnare il pubblico ad una sco- perta esaltante, nei luo- ghi
fantastici in cui s’in contrano melodia e im- provvisazione.
[…]
La perfetta acustica del Cortile d’Onore[…], riconosciuta
come ec- cezionale dalle musici- ste stesse, ha fatto il resto.
Francesco
Magnani L’informazione di Parma - Spettacoli
5 agosto
2006.
INFO
DATA:
Mercoledì 2
agosto 2006
ORA: 21,15
LUOGO:
Cortile d’Onore del
CASTELLO DI
TORRECHIARA
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RITA MARCOTULLI E MARIA PIA DE VITO

RITA MARCOTULLI,
pianoforte
MARIA PIA DE VITO, voce
Un affascinante incontro tra melodia napoletana e Jazz
FESTIVAL DI TORRECHIARA 2006
La pianista Rita Marcotulli e la cantante Maria Pia de Vito,
due musiciste con alle spalle una solida formazione classica e fortunate
esperienze nei più diversi generi musicali, da più di dieci anni stanno
esplorando insieme le possibilità d’incontro tra la melodia napoletana
e mediterranea ed il Jazz.
Un affascinante percorso musicale che si concretizza sia attraverso
la rielaborazione di brani del passato di origine popolare e colta,
sia mediante la composizione di pezzi originali, con i quali far rivivere
il suono antico, liquido e musicalissimo della lingua napoletana.
Ognuna delle due artiste ha contemporaneamente percorso strade differenti,
arricchendo il proprio patrimonio creativo nell’incontro con artisti
di spessore internazionale, anche al di fuori dell’ambito jazzistico,
contribuendo così a portare all’interno del duo sempre nuova linfa e
nuove idee.
Il risultato è una riuscita sintesi, ad un tempo accattivante e raffinata,
tra il pianismo di grande lirismo di Rita Marcotulli e la ricerca sul
“suono” della voce di Maria Pia De Vito, il tutto legato dalla comune
passione per la melodia, per la ricerca armonica e per la continua sperimentazione
di forme compositive sempre nuove e originali.
Rita
Marcotulli
Nata a Roma nel 1959, fin dalla più tenera età Rita Marcotulli
viene avviata allo studio del pianoforte presso il Conservatorio di
S. Cecilia. Si interessa molto presto al jazz, e fra la fine degli anni
’70 e l’inizio degli ’80 comincia a suonare professionalmente con piccoli
gruppi, facendosi notare dalla critica per il tocco delicato e la bellezza
e modernità dello stile.
Ben presto diventa una delle pianiste italiane più richieste a livello
internazionale e ha occasione di collaborare con i più grandi nomi del
jazz: Chet Baker, John Christensen, Palle Danielsson, Peter Erskine,
Steve Grossman, Joe Henderson, Hélène La Barriere, Joe Lovano, Charlie
Mariano, Tony Oxley, Michel Portal, Enrico Rava, Michel Bénita, Aldo
Romano, Kenny Wheeler, Pat Metheny.
Nel 1987 un referendum della rivista specializzata Musica Jazz
la classifica come miglior nuovo talento musicale dell’anno. Dal 1988
al 1990 fa parte della band di Billy Cobham, col quale partecipa a tournée
in Europa e negli Stati Uniti.
Nel 1988 lascia l’Italia per trasferirsi in Svezia, dove ottiene eccellenti
affermazioni in un ambiente caratterizzato da forti personalità musicali
e di spiccata disposizione per la ricerca. Rientrata in Italia, fra
il 1994 e il 1996 collabora con Pino Daniele in qualità di strumentista
e arrangiatrice, e successivamente con Dewey Redman, Bob Moses, Marilyn
Mazur, Roberto Gatto, Ambrogio Sparagna.
L’intimità e la grande profondità della sua musica, i suoi arrangiamenti
delicati che sanno sottolineare la singola nota ed amplificarne la carica
emotiva, le permettono di spaziare in generi diversi e ricercare interconnessioni
con altre forme artistiche, in particolar modo con il cinema, per il
quale ha elaborato diverse composizioni.
Ha affermato: “la mia musica ha evidentemente subito l’influenza di
numerosi grandi musicisti: Thelonious Monk, Elis Regina, Bill Evans,
John Coltrane, per citarne solo alcuni” ma, al di là di queste influenze
sonore, le composizioni di Rita Marcotulli nascono dall’incontro con
le esperienze artistiche più diverse: letterarie, visive e, naturalmente,
cinematografiche.
Maria
Pia De Vito
Maria Pia De Vito, Cantante, compositrice ed arrangiatrice, è
nata a Napoli nel 1960. Dopo gli studi di canto lirico e contempora-neo,
nel 1976 inizia l’attività concertistica come cantante e strumentista
in gruppi di ricerca nell’ambito della musica etnica, in particolare
di area mediterranea e Balcanica. Dal 1980 è attiva in campo jazzistico,
collaborando con artisti italiani e stranieri come Kenny Wheeler, John
Taylor, Ralph Towner, Joe Zawinul, Micheal Brecker, Dave Liebman, Miroslav
Vitous, Joshua Redman, Cameron Brown, Billy Hart, Elliot Ziegmund, Steve
Turre, Gary Bartz, Enrico Rava, Paolo Fresu, Gianluigi
Trovesi e molti altri.
Ha partecipato a numerosi Festival Internazionali (Londra, Bath, Birmingham,
Berlino, Weimar, Colonia, Graz, Le Mans, Nyon, Dublino, Marsiglia, Lisbona,
Valladolid, Valencia, Umbria Jazz, Clusone, Roccella Ionica, Ivrea,
ecc.) e ha effettuato tournée in Italia, Francia, Spagna, Portogallo,
Svizzera, Irlanda, Inghilterra, Olanda. Ha inoltre cantato in celebri
jazz club di New York, come il Birdland e il Performing Theatre.
Tra il 1994 ed il 1997 lavora insieme a Rita Marcotulli al progetto
“Nauplia” sull’incontro tra la melodia napoletana e mediterranea e il
Jazz, documentato dai due fortunati cd Nauplia e Fore Paese.
Negli ultimi anni ha spesso collaborato con il compositore britannico
Colin Towns ed è stata protagonista di progetti quali Gesualdo
su Gesualdo da Venosa, di e con Tino Tracanna e Corrado Guarino,
Il Brutto Anatroccolo su musiche di Giorgio Gaslini,
Oltre Napoli, La Notte e Lettera da Orsara
di Bruno Tommaso, Il Celeste Specchio di Carlo Boccadoro.
Collabora inoltre stabilmente con la scultrice e video-maker Marisa
Albanese, con la quale ha prodotto tre video che sono stati proiettati
in musei e mostre d’arte.
(Aggiornato alla data del concerto)
Come ulteriore arricchimento del legame tra il Festival
e il territorio circostante, durante la serata agli spettatori è stato
offerto un aperitivo proposto dai sommelier della Casa Vinicola Lamoretti,
di Casatico.
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