|
I SAPORI
DEL GIALLO 2007

Rassegna
di letteratura Poliziesca e Gastronomia
Col patrocinio
di
Evento
organizzato in collaborazione con
Comune
di Langhirano, Associazione “Per Loro come Noi”
SIULP
Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia
Accademia
degli Incogniti
Libreria
LiberaMente
FESTIVAL DEL PROSCIUTTO 2007
Le
lunghe ombre della morte
Veit Heinichen
In un maggio precocemente caldo, due fatti sconvolgono Trieste e minacciano
di rovinare l’estate del commissario Laurenti: il primo è il ritrovamento
del cadavere di un uomo nudo in una valle appartata del Carso, l’altro
è la scoperta fortuita di un vasto deposito di armi, munizioni e documenti
risalenti al periodo dell’occupazione tedesca e dell’amministrazione
militare alleata della città. Due casi all’apparenza estranei, ma
che presentano un inatteso collegamento: vi è coinvolta Mia, giovane
australiana figlia di emigrati triestini, giunta in città per sbrigare
le procedure inerenti l’eredità della vecchia zia. Le indagini porteranno
Laurenti a riaprire due inquietanti casi degli anni Settanta rimasti
insoluti: la morte del collezionista Diego de Henriquez, avvenuta
in circostanze oscure nel rogo del suo magazzino, e l’omicidio del
professor Perusini, insigne studioso di tradizioni popolari.
Veit Heinichen è tedesco, ma vive da molti anni a Trieste,
dove è corrispondente per la stampa tedesca. Ama e conosce benissimo
la città, la sua storia e i suoi problemi attuali. I suoi romanzi
in Germania e Austria sono dei bestseller e hanno ispirato serie televisive.
Con
la morte non si tratta
Bruno Morchio
Giovanni Battista Pagano, per gli amici Bacci Genovese DOC, abita
in quel labirinto che sono i carruggi intorno al porto. Ventenne,
si è fatto alcuni anni di galera come sospetto brigatista. Ha pagato,
ma non cerca vendette o risarcimenti. Ora fa l’investigatore privato.
Ha una figlia adolescente, ma l’ex moglie gli impedisce di vederla.
Piace alle donne, non riesce a tenerle a lungo ma non le abbandona
mai. Lo animano i guizzi di un cervello intuitivo, che sa leggere
dietro l’apparenza viscida e ingannevole della realtà per coglierne
l’essenza profonda. Ma anche i sussulti di un cuore compreso tra antichi
e irrisolti dolori, amori che non si interrompono mai e slanci nuovi
e improvvisi. Bacci Pagano è quel cervello, quel cuore. E poi gli
istinti e gli appetiti di un uomo che a cinquant’anni, in bilico tra
la voglia di vivere e la paura di invecchiare, coltiva come un fiore
una genuina e intensa carnalità. Che passa anche attraverso piatti
cucinati con raffinata competenza e alcolici che uniscono a profumi
e sapori le proprietà talvolta taumaturgiche dell’oblio.
Bruno
Morchio, nato nel 1954, vive e lavora a Genova come psicologo
e psicoterapeuta. Si è laureato in letteratura italiana con una tesi
sulla Cognizione del dolore di Gadda. Ha pubblicato vari articoli
su riviste di letteratura, psicologia e psicoanalisi. È autore di
tre romanzi che hanno per protagonista il detective Bacci Pagano,
più volte ristampati (Bacci Pagano. Una storia da carruggi;
Maccaia. Una settimana con Bacci Pagano; La crêuza degli
ulivi. Le donne di Bacci Pagano).
Nuèter
Forever
Alessandro Bassi e Andrea Friggeri
Un’avventura
tra presente e passato, che gravita attorno alla storia di un’amicizia
e della ragazza che ne è il polo magnetico. Un’amicizia soffocata
da una disgrazia e da un terribile segreto, che cova sotto la cenere
come brace ardente, legando per sempre i destini dei protagonisti.
E l’estremo tentativo di far rinascere da questa brace una fiamma
ancor più forte e più splendente di prima.
Alessandro Bassi e Andrea Friggeri, nati nel 1973, vivono
a Reggio Emilia. Scrivono insieme praticamente da sempre, e non hanno
ancora capito perché. Amano le donne, il cioccolato e il maiale, non
necessariamente in quest’ordine. Questo è il loro primo romanzo.

Bondville
Barbara
Gussoni
Da Bondville,
una città costruita su tre strati tenuti insieme da scale, e minacciata
da sei mesi di piogge incessanti, un gruppo di bambini “diversamente
abili” parte alla ri- cerca della mamma del ragazzino più cattivo
della città, che è stato abbandonato da sua madre, allontanato dalla
scuola e tenuto fuori dalla chiesa per la sua crudeltà, e ora vive
vagando fra un girone e l’altro come un cane randagio. La storia è
raccontata in prima persona dal piccolo David Longari, un bambino
lievemente ritardato e privo di memoria, che vive in una famiglia
tutto sommato “normale”, con un cane tremendamente pigro e una nonna
che fa torte buonissime. Una scrittura grottesca e surreale per un
romanzo che fonde l’avventura e il fantastico.
Barbara
Gussoni, nata a Parma nel 1969, ha vissuto per tre anni a Dublino,
poi si è trasferita a Brescia occupandosi di fotografia. Nel 2002
ha vinto il Premio Internazionale “Nuove Lettere” con la raccolta
Racconti di mezza stagione. Ora lavora come educatrice a Parma.
La
notte ha sempre ragione
Andrea
Villani
“Salsomaggiore
è una specie di conca. Uno strano animale dormiente tra colline rotonde.
Se si arriva di notte, attraverso quelle stesse colline e tra tutte
quelle luci, può apparire come una grande città. Potrebbe sembrare
Caracas. Invece è un piccolo paese emiliano, per poco non piacentino,
in provincia di Parma. Una signorina che si dà arie ma che è figlia
di sguatteri”.
Una cittadina che assiste sbigottita all’omicidio della vecchia Miss
Italia, proprio mentre sulla passerella si celebra il nuovo rito.
La polizia da la caccia all’assassino tra incertezze ed errori, la
prova del DNA parrebbe condannare Belfagor, uno strano tipo che vive
un’esistenza solitaria e notturna e che avrebbe tutte le carte
in regola per vestire i panni del colpevole. La realtà non è mai semplice
come sembra.
Andrea Villani (classe 1960), ha pubblicato La sera in cui
cacciai da casa Charles Bukowski (La Nazionale,1992), Colpi
di stato d’animo (Nettuno, 2004), Malvasia Tropicale (Battei,
2006). Per il teatro ha scritto e diretto Mille e non più mille
(2002) e Alla corte di Sancio Panza (2004). Ha fondato
il periodico di informazione e cultu- ra “Terre Verdiane News”. Collabora
con Milano Nera e Erotica di Francesca Mazzucato.
Giulia
ed altre storie
Maurizio
Blini
Giulia
ed altre storie può essere consi- derato come un viaggio. Vi si
ritrovano luoghi diversi, tra emozioni intrise di colori, odori, gusti
diversi. Da Giulia, un noir in una Torino notturna a L’immensa
bugia, dialogo tra nipote e nonno, da Vittorio, la triste
fine di un topo di laboratorio, al Collezionista di dita, storia
di un killer seriale, in un intreccio di sentimenti e forte emotività.
Un viaggio tra personaggi molto diversi tra loro, Il dottor AB, Gepin
pocavista, Nino, in un susseguirsi di trame scorrevoli e di immediato
impatto. Molti i luoghi visitati e ritrovati: da un quartiere torinese,
Lucento, di trent’anni fa, a città contemporanee come Torino ed Asti.
Tra ricordi e sensazioni, tra nostalgia e commozione si dissolvono
queste venti brevi storie in cui parlano anche gli animali, quasi
a rivendicare un loro diritto.
L’oro
dei Medici
Patrizia Debicke Van der Noot
Granducato di Toscana, 1597. L’Italia è ormai caduta in mano agli
eserciti stranieri, ma la sua cultura si diffonde in tutta Europa.
E non solo quella: anche il denaro. I banchieri più potenti che servono
i sovrani europei sono italiani, genovesi e fiorentini. Firenze è
uno stato ricco in mano a una dinastia di banchieri: i Medici. L’oro
dei Medici fa gola a tanti e chi non riesce ad averlo in prestito,
può anche cercare di sottrarlo in modo illecito. Per esempio organizzando
il rapimento dei figli del granduca Ferdinando I, con l’aiuto di spie,
diplomatici e preti corrotti. Ma del complotto viene a sapere il fratellastro
di Ferdinando, don Giovanni de’ Medici, geniale architetto, ingegnere,
poeta e musicista, nonché comandante della flotta granducale e amante
delle belle donne.
Fra Livorno, Firenze e Ajaccio, in bettole malfamate e in ville aristocratiche,
Don Giovanni, insieme al fidato capo della polizia del Granducato,
conduce un’indagine che lo porterà a scoprire i mandanti e ad affrontarli
in un’emozionante battaglia al largo delle coste toscane.
Il
giovane sbirro
Gianni Biondillo
Quando ha deciso di entrare in polizia, Ferraro? Perché si è lasciato
con la moglie? Quando ha smesso di fumare? Quale è stato il primo
morto che ha visto nella sua carriera di poliziotto? Quando ha incontrato
per la prima volta il suo collega Augusto Lanza? Molte erano le domande
lasciate in sospeso da Biondillo sul passato del suo personaggio preferito.
Questo nuovo romanzo risponde a tutto questo. Il giovane sbirro
è un avvincente prequel, che racconta i primi anni di apprendistato
nella polizia del futuro ispettore Ferraro e si colloca, cronologicamente,
fra le cose avvenute dopo Per sempre giovane sino a quelle
accadute il giorno prima di Per cosa si uccide.
Gianni
Biondillo, nato a milano nel 1966, è architetto e autore di testi
televisivi e cinematografici. Oltre che dei romanzi di successo incentrati
sulla figura dell’ispettore di polizia Ferraro, è autore di saggi
e contributi su Pasolini, Proust e Vittorini.
Omissis
Delitti,
stragi, faccendieri e servizi se- greti. L’Italia degli intrighi
in 11 racconti
Autori vari
Chi ha detto che la letteratura non può aiutare a scoprire la verità?
Omissis è una parola che in origine significava “ciò che si
può anche trascurare, omettere”. Adesso indica quello che invece si
preferisce non sapere. Una realtà taciuta, come la realtà del sospetto,
dell’intrigo, della menzogna, la “zona grigia” in cui si muove tanta
parte della nostra storia recente. Un’antologia di racconti in cui
scrittori e autori noir, giornalisti, storici, poliziotti si ispirano
alla parte oscura dell’Italia.
A rappresentarli è Lorenzo Sani, penna prestigiosa del Quotidiano
Nazionale che riunisce tre importanti testate leader regionali:
oltre al Resto del Carlino di Bologna, Il Giorno di
Milano e La Nazione di Firenze. Tra le sue inchieste di maggior
valore: Viaggio nel satanismo; Genocidi dimenticati; Emergenza lavoro;
Le grandi epidemie; Islam e cattolici in Turchia, ecc. Con la sua
clamorosa quanto dolorosa inchiesta condotta in Mozambico, Lorenzo
Sani rivela al mondo gli orrori di una strage degli innocenti compiuta
tra omertà e miseria per rifornire il mercato occidentale dei trapianti
d’organi. Il suo viaggio a Nampula, rilanciato da France Soir
è diventato un modello di giornalismo.
Il
pistarolo
Da Piazza
Fontana, trent’anni di storia raccontati da un grande cronista
Marco Nozza
Venivano
chiamati “pistaroli”, dal francese pistard, un gruppo di giornalisti
d’inchiesta che non cercava lo scoop a ogni costo, ma la verità dei
fatti, quelli scomodi, spesso insabbiati dalle autorità politiche
o dai servizi segreti. In anni complessi e bui della storia italiana,
Marco Nozza si è messo sulle tracce di piste nere e piste rosse, ha
raccolto dati, indizi, interviste, documenti processuali. Attraverso
i suoi appunti e la sua voce, questo libro è la ricostruzione di trent’anni
di storia italiana: dalla strage di Piazza Fontana alla bomba dell’Italicus,
dal processo di Catanzaro alla Rosa dei Venti, dalla strage della
stazione di Bologna ai delitti delle BR e del terrorismo. Una testimonianza
che il giornalismo è o dovrebbe essere una professione civile al servizio
dell’informazione. Marco Nozza (1926 - 1999) ha lavorato come
giornalista per L’Eco di Bergamo, L’Europeo e Il
Giorno. Con Camilla Cederna, Giorgio Bocca, Giampaolo Pansa, Corrado
Stajano, Ermanno Rea, Marco Fini e altri ha scritto Le bombe di
Milano (Guanda, 1970); con Indro Montanelli, la biografia Garibaldi
(Rizzoli, 1962). È inoltre autore di Mazzini Giuseppe contumace
(Sugar, 1966). Nel 1967 ha vinto il Premiolino e, nel 1975,
il premio Saint-Vincent.
Miserere
Cristina
Zagaria
Armida Miserere era una direttrice di carce- re con la fama da dura.
Una carriera che comincia a 28 anni, una professione che confina con
la missione, ancora più difficile perché è una donna che fa un mestiere
da uomini. A Parma, a Voghera, a Pianosa e infine a Sulmona, dove
il 19 aprile 2003 decide di spararsi un colpo in testa. Il libro,
che attinge anche da documenti inediti forniti dalla famiglia, scava
a fondo nella storia della Miserere e ne ricostruisce la vita pubblica
e privata. Una personalità forte, segnata da un dolore mai sopito:
la morte del suo compagno Umberto Mormile, educatore del carcere di
Opera, vicino Milano, barbaramente assassinato nel 1990. Il testo
svela i retroscena di una esistenza vissuta sempre al massimo della
tensione, e offre anche una panoramica sulla quotidianità del carcere:
un altro punto di vista per comprendere i protagonisti e le comparse
di stagioni criminali che vanno dal terrorismo alle guerre di mafia.

Vita da sbirro
Claudio
Bachis
Vita
da sbirro è la storia vera di un agente di polizia che con il
suo lavoro ha attraversato gli ultimi, difficili, decenni di vita
politica e civile del nostro Paese, trovandosi tra le fila di uno
schieramento, quello delle forze dell’ordine, spesso scomodo e impopolare.
Passando per una dura gavetta, il sardo Claudio Bachis è approdato
alla Digos portando a termine nel corso degli anni una serie di arresti
“eccellenti” tra i terroristi rossi, su tutti Mario Moretti, l’assassino
di Aldo Moro. Lo “sbirro” di questo libro non difende una categoria,
non giudica né dà sentenze, si mette anzi in discussione e prova a
capire, e farci capire, mettendo la sua esperienza sul campo a nostra
disposizione, quanto sia importante la dialettica tra le parti, senza
trincerarsi dietro barricate ideologiche o nascondersi dietro una
divisa o slogan prefabbricati. Ci restituisce in questo modo l’azione,
ma soprattutto i pensieri, talvolta i tormenti, di uno “sbirro” che
ha sempre creduto che per stare dalla parte giusta non è sufficiente
indossare una divisa legittimata dal Potere, ma la si deve onorare
cercando di capire anche le ragioni di coloro che ci viene chiesto
di combattere. Perché, fuorilegge o poliziotti, siamo prima di tutto
uomini.
La
lunga estate calda
del
commissario Charìtos
Petros Markaris
Quando
un gruppo di nazionalisti greci si impossessa di un traghetto con
trecento passeggeri a bordo, il commissario Charìtos capisce che per
lui non sarà un caso come gli altri: su quella nave c’è sua figlia
Katrina. Inizia così un’indagine che metterà con le spalle al muro
il poliziotto che ama definirsi “non un Rambo, ma un greco complessato”
e che questa volta dovrà restare a guardare impotente mentre l’indagine
è affidata alla squadra antiterrorismo. Un intrigo di crimine, politica
e mass media rivela un’Atene tentacolare e piena di insidie, in cui
Charìtos si muove con la consueta sagacia e ironia, alla ricerca del
filo rosso che lega tra loro i delitti che insanguinano le notti in
città. Ancora una volta, le misteriose atmosfere noir della capitale
greca fanno da sfondo a un giallo avvincente, dal ritmo serrato.
Petros
Markaris, nato nel 1937 a Istanbul, ha esordito nella scrittura
come sceneggiatore e autore di teatro, collaborando poi con Theo Anghelopoulos
alle sceneggiature di Giorni del ’36, Megalexandros,
Lo sguardo di Ulisse e L’eternità e un giorno. Il protagonista
dei suoi romanzi, il commissario Kostas Charìtos, è stato definito
dalla critica internazionale il “fratello greco” di Maigret.
Giallo
su giallo
Gianni Mura
Gianni Mura, giornalista, cronista sportivo di Repubblica
e amante della buona cucina, si inventa un Tour de France bagnato
di sangue. Il protagonista nonché io narrante, che fa lo stesso
mestiere dell’autore, segue il Tour insieme alla “banda” dei
giornalisti internazionali, quando può mangia bene, si industria con
passione e stile a ricreare per i lettori il clima delle tappe, telefona
di tanto in tanto alla saggia moglie, esercita il suo sguardo umano
sulla quotidianità bizzarra di una delle manifestazioni sportive più
fascinosamente epiche.
Ma guardare
può costare caro. Una giovane prostituta che ha tentato di adescarlo
viene trovata senza vita davanti alla porta della camera d’albergo
del nostro cronista, che naturalmente viene subito sospet- tato,
portato in galera e interrogato a sangue. Non fosse per la durevole
ostilità del giudice al quale sono affidate le indagini, l’episodio
sembrerebbe rientrare, ma ecco un nuovo, terribile omicidio.
È a questo
punto che entra in scena il detective Magrite - il solitario, riservato,
acuto Monsieur Magrite che si mette sulle tracce dell’as- sassino.
Ma ci vorranno un altro morto, una dark lady e un nugolo di appetitosi
personaggi minori per scoprire il legame fra l’una e l’altra morte
violenta e ripulire così le strade del Tour.
La
mano sinistra del diavolo
Paolo Roversi
A Capo di Ponte Emilia non accade mai nulla. Fino al giorno in cui
il piccolo paese della Bassa Padana viene sconvolto dal ritrovamento
di una mano mozzata nella cassetta delle lettere di un anziano pensionato.
A Milano accadono molte cose, ma né la scomparsa del proprietario
di un ristorante giapponese né il ritrovamento in un parco del cadavere
di una ragazza riescono a sconvolgere il ritmo della città. Morti
e misteri che piombano nella vita di Enrico Radeschi, intraprendente
cronista di nera, che si trova, un po’ per caso e un po’ per mestiere,
a condurre una doppia indagine tra le notti della metropoli lombarda
e le sonnolente giornate della provincia. Radeschi si ritroverà ad
inseguire storie che nascondono segreti del passato e violenze di
oggi. Dietro ad ogni notizia ci sono un mistero che chiede di essere
svelato e una mano che tira le fila di tutto.
Paolo Roversi è nato nel 1975 a Suzzara, nella Bassa mantovana.
Giornalista pubblicista, vive a Milano dove lavora nel campo dell’Information
Technology. Il suo primo giallo Blue Tango - noir metropolitano
è stato un successo di critica e pubblico con due edizioni. Ha scritto
saggi e romanzi su Charles Bukowski ed è direttore della rivista on
line Milanonera, che si occupa di libri e letteratura noir.
INTERVENTI
Domenico
Cacopardo: già magistrato, attualmente scrittore; Luigi Caracciolo:
ispettore di polizia a Cremona; Luciano Lutring: ex rapinatore,
conosciuto come “il solista del mitra”, oggi pittore; Mariano Vezzali:
insegnante al liceo Romagnosi di Parma; Claudio Bonati: assessore
del Comune di Langhirano; Silvia Malpeli: operatore USL;
Maurizia Martinelli: sindacalista; Matteo Borto- lotti:
sceneggiatore e scrittore; Michele Perlini: sindaco di Lesignano
de’ Bagni; Ansoino Andreassi: già vicecapo vicario della polizia
e direttore dell’ UCIGOS (Ufficio Centrale Investigazioni Generali
Operazioni Speciali) negli anni ’80 e ’90, ora scrittore; Fabio
Giam- brone: Senatore della Repubblica; Gianfranco Miglietta:
operatore polizia di frontiera; Giuseppe Cremonesi: segretario
regionale CISL; Gianni Flamini: storico, già giornalista di
“Avvenire”; Bruno Rossi: già direttore della Gazzetta di Parma;
Roberto Scardova: giornalista, inviato del Tg3; Valter Vecellio:
giornalista, inviato del Tg2; Maurizio Torrealta: giornalista,
inviato di Rai News 24; Maurizio Belbusti: Liberi Tutti TV
Langhirano; Domenico Gallo: magistrato; Claudio Nunziata:
già Procuratore della Repubblica a Bologna; Rita Parisi: direzione
nazionale SIULP; Simona Mammano: poliziotta, segretaria premio
letterario “Franco Fedeli”; Roberto Re: funzionario della polizia
penitenziaria; Francesco Palermo Patera: vicequestore a Trapani;
Paolo Galloni: editore, storico, scrittore; Claudio Rinaldi:
giornalista della Gazzetta di Parma; Savino Pezzotta: già sindacalista,
dirigente Fondazione per il Sud; Paola Villani: funzionaria
Senato della Repubblica; Valerio Varesi: giornalista, scrittore;
Oscar Marchisio: giornalista, scrittore; Oronzo Cosi:
segretario generale SIULP.
Va a inizio pagina
|