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IMMAGINI





LA STAMPA
Storie di briganti roman tici, partigiani trucidati,
donne sfruttate, preti li- cenziosi: memoria e tra- dizione nel concerto
che martedì sera ha uni to i Gang e La Macina al Festival di
Torrechia- ra, nel suggestivo corti le d’onore del Castello.
I due gruppi marchigia- ni (...) hanno dato vita a un vero progetto
co- mune: (...) un tour pen- sato e realizzato assie- me, (...) dal
primo al- l’ultimo minuto di con- certo.
Una fusione delle ris- pettive esperienze sen- za prevaricazioni,
in controtendenza con un mondo musicale dove è molto più facile lasciar-
si che unirsi: da una parte il rock italiano «d’autore» dei Gang (...),
e dall’altra il folk tutto marchigiano, nel- l’uso del dialetto e de-
gli antichi canti popo- lari, de La Macina.
Due gruppi in apparen za lontani, seguiti da pubblici diversi,
però in fondo vicini nelle origi- ni (...) e nell’amore per la memoria.
Fabrizio Marcheselli
Gazzetta di Parma
Spettacoli
15 luglio 2004
INFO
DATA:
Martedì 13 luglio 2004
ORA: 21,15
LUOGO:
Cortile d’Onore del
CASTELLO DI
TORRECHIARA
PROGRAMMA:
Il canto
tradizionale e l’energia della memoria
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MACINA
+ GANG

LA MACINA
+ THE GANG
Le radici
e le ali
FESTIVAL DI TORRECHIARA 2004
Nel 2004 il cantante rivelazione del rock italiano è un signore dai
capelli e la barba bianchi. Si chiama Gastone Pietrucci e insieme al
suo gruppo, La Macina, da trentacinque anni si dedica con tenacia
e passione inesausta a mantenere vive le tradizioni musicali delle Marche
e dell’Italia Centrale nel migliore dei modi: frequentando con pazienza
i contadini e le vecchie operaie delle filande, imparando da loro rispettosamente.
Gastone canta con vigore e passione, la sua voce è potente e calda,
spazzerebbe via l’intera Sanremo in mezza canzone.
In un’intervista recente ha raccontato che in Francia la radio nazionale
trasmette il suo disco e gli ascoltatori si complimentano; in Italia,
silenzio assoluto. Ogni tanto gli offrono delle comparsate in televisione,
che lui rifiuta regolarmente perché gli ineffabili autori pretendono
sempre, inesorabilmente, che canti indossando costumi tipici sul genere
pastorello del presepe. E Gastone, a quasi sessant’anni, il pagliaccio
non lo fa.
Il suo nome circola al di fuori del circuito degli appassionati solo
ora, dopo che La Macina ha inciso un disco insieme a uno dei più valorosi
gruppi rock italiani, i conterranei Gang dei fratelli Severini:
due esempi di fierezza messi assieme, una “colla della memoria” e due
reagenti che assieme sprigionano forza e tenerezza; perché la tradizione,
per dirla con Confucio, non è vegliare sulle ceneri, ma saper coltivare
le scintille e tenere acceso il fuoco.
Le radici tradizionali della Macina e quelle più progressive dei Gang
non hanno creato alcun problema di integrazione, i suoni acustici e
elettrici si compenetrano con estrema naturalezza: la chitarra elettrica
lascia emergere la fisarmonica o il mandolino senza che si creino interferenze
sonore, lo stesso avviene con le voci di Marino Severini e Gastone Pietrucci.
“Il metodo per realizzare Nel tempo ed oltre, cantando (titolo
preso da un verso del poeta Alfonso Gatto) è stato lo stesso di sempre,
quello sincretico e classico della cultura popolare, che da sempre ha
imparato a convivere con l’orizzonte della sua stessa scomparsa e per
questo, ogni volta, riesce a creare e ricreare insiemi dotati di bellezza
e utilità. Utilizzando anche scarti e rifiuti delle culture dominanti.
Raccontare è anche e soprattutto comprendere. Ed è la condivisione della
memoria che tiene unito il senso del condividere, ciò che è comune,
l’identità. Il custode della memoria è colui che passa ai più piccoli
una speranza per il futuro. Raccontare cantando è ricordare, ma nel
racconto c’è l’emozione e lì c’è la chiave per la creazione di un immaginario
nuovo. Indispensabile per il futuro” (Marino Severini, The
Gang).
(Aggiornato
alla data del concerto)
LA MACINA
Gastone Pietrucci:
voce
Roberto Picchio: fisarmonica, voce
Marco Gigli: cembalo, chitarra, voce
Adriano Taborro: chitarra, mandolino, voce
THE GANG
Marino Severini: voce, chitarra
Sandro Severini: chitarra eletrica
Francesco Caporaletti: basso
Paolo Mozzicafreddo: batteria
Fabio Verdini: organo, tastiere
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