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PROGRAMMA



N. ROTA
(1911-1979)
Musiche da
“La Strada”

 

G. GERSHWIN
(1898-1937)
Rhapsody in Blue

 

A. PIAZZOLLA
(1921-1992)
Oblivion

 

P. ITURRALDE
(n. 1929)
Suite Hellenique

 

A. PIAZZOLLA
(1921-1992)
Libertango

 


 

Cosa unisce artisti apparente- mente lontani tra loro come George Gershwhin, Nino Rota, Astor Piazzolla  e il composi- tore spagnolo contemporaneo Pedro Iturralde?
L’amore per la musica popolare, per il jazz, per il cinema.
I blue sono note caratteristiche del Blues e del primo Jazz, le musiche nate dall’esperienza dei neri degli Stati Uniti d’Ame- rica. Da esse prende il nome la Rhapsody in Blue, composta da Gershwin nel 1922, inizialmente per organico di dodici elementi e pianoforte.
Il tango nasce negli anni ottan- ta del diciannovesimo secolo nei quartieri più poveri di Bue- nos Aires, quelli abitati dagli emigranti europei, italiani in particolare, che tra miseria e violenza cominciavano a pro- gettare un nuovo futuro.
Nel tango il grande Astor Piaz- zolla innesta tecniche di compo- sizione mutuate dalla musica colta e dal jazz compiendo un piccolo miracolo: la musica si eleva, ma l’anima del tango rimane intatta. Una musica tanto intrinsecamente emozio- nale non poteva non ascoltare il richiamo del cinema. Oblivion, uno dei suoi brani più belli e famosi è stato scritto per il film Enrico IV di Marco Bellocchio. Al cinema e ai film di Federico Fellini in particolare deve la sua fama Nino Rota. In realtà, Rota non è solo l’autore di indimenti- cabili colonne sonore, ma è ormai riconosciuto come un grande compositore classico del Novecento.

Anch’egli ha trovato ispirazio- ne nelle melodie popolari distil- lando dalla loro semplicità una purezza poetica che sembra ren- dere presente l’innocenza e l’in- genuità dell’infanzia.
Sulla stessa linea si colloca il lavoro di Pedro Iturralde, del quale la Suite Hellenique rap- presenta uno dei risultati più alti: la distinzione tra classico, jazz e popolare perde ogni si- gnificato, antiche danze e canti popolari rivivono in una incal- zante antitesi di ritmi e armonie.
Paolo Galloni

 

LINK


L’ Ensemble musicale Scaligero al Festival 2008

 

INFO


DATA:
Domenica 6 luglio 2008

 

ORA: 21,15

 

LUOGO:
Cortile d’Onore del
CASTELLO DI TORRECHIARA

 

Altre informazioni

ENSEMBLE STRUMENTALE SCALIGERO



 

Musicisti del Teatro alla Scala di Milano

Omaggio a Gershwin e Piazzolla

 

FESTIVAL DI TORRECHIARA 2000 - 2008

 

Questa formazione strumentale nasce nel 1989 come unione di un quintetto d’archi (due violini, viola, violoncello, contrabbasso) e di un quintetto di fiati (flauto, oboe, clarinetto, fagotto e corno), ai quali si sono recentemente uniti sax, pianoforte, fisarmonica e percussioni. Questo organico consente una notevole duttilità del gruppo, dal duo al decimino, a formazioni più ampie.

I componenti sono tutti professori stabili dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, dell’Orchestra Filarmonica della Scala e de I Cameristi della Scala.
Grazie a un repertorio che comprende numerose trascrizioni di sinfonie e ouvertures da opere di Mozart e Rossini e brani cameristici che spaziano da Vivaldi a Hindemith, oltre a musiche di autori del ’900 ormai “classici” come Gershwin, Iturralde, Bolling, Piazzolla, Rota, l’Ensemble Strumentale Scaligero propone programmi di estremo interesse culturale e indiscussa piacevolezza, sempre accolti con entusiasmo da pubblico e critica.
L’Ensemble Strumentale Scaligero ha partecipato ad importanti rassegne musicali in Italia (Settimane Musicali di Stresa, Vercelli – Premio Viotti) e all’estero (Festival di Crans Montana, Cognac, Axe en Provence, Deutsce Kammerorchester di Berlino, Università di Beirut). Ha inoltre collaborato con la Società del Quartetto, il Teatro Manzoni e il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro Municipale di Piacenza, il Teatro Bibiena di Mantova, il Teatro Donizetti di Bergamo (a favore dell’UNICEF) e altre prestigiose istituzioni concertistiche in Italia, Francia, Svizzera, Germania. 
Nel 2000, oltre agli impegni in Italia, sono previsti due concerti a Londra e una tournée in Spagna.

 

(Aggiornato alla data del concerto)

 

LA STAMPA



L’Ensemble della Scala applaudito a Torrechiara
MUSICA NEL VENTO


Nemmeno il vento è riuscito a fermare l’impeto della musica. Martedì sera al Castello di Torrechiara, l’Ensemble della Scala di Milano ha avuto ragione sul maltempo e di fronte a partiture che volavano, le melodie di Rota, Gershwin e Piazzolla hanno caratterizzato una atmosfera già suggestiva di colori e di effetti scenici, grazie ai particolari dell’architettura storica. Senza dubbio, un evento, che ha coinvolto un pubblico numeroso e a dir poco entusiasta dell’incredibile esibizione dei musicisti di Milano. Un evento anche simbolico, nel rispetto della natura dell’arte, che ha valorizzato in tutto il suo significato la spiritualità della musica.
Il Festival di Torrechiara, dedicato a Renata Tebaldi, inizia con una serata straordinaria, dove la spettacolarità del palcoscenico si unisce alla particolare situazione ambientale, come in una performance teatrale, dove i temi più diversi trovano spazio all’interno di ritmi e melodie: dai contrasti fra la nostalgia e l’allegria delle musiche de La strada di Nino Rota alle atmosfere romantiche, celebrative e drammatiche di Rhapsody in blue di George Gershwin. Poi è il momento di Oblivion di Astor Piazzolla, un grande momento, dove il silenzio del pubblico, completamente trasportato dalla situazione, premia un’esecuzione intensa e sensazionale.
È la musica che riempie l’intera struttura, che entra nelle volte e invade il cortile d’onore del Castello, così come accade per la Suite Hellenique di Pedro Iturralde, caratterizzata da un ritmo incalzante. Me è con Libertango di Piazzolla che l’Ensemble strumentale della Scala raggiunge la libertà: l’incredibile forza del fisarmonicista, la sua fantasia e la sua abilità nell’improvvisazione determinano tutta la prima parte del brano, che poi esplode con l’orchestra. Gli applausi conclusivi richiedono ben due bis, nei quali si dà nuovamente spazio all’estro di Piazzolla con La morte dell’angelo.
Grazie a Giorgio Di Crosta e Ernesto Schiavi ai violini, Stefano Pancotti alla viola, Marcello Sirotti al violoncello, Giuseppe Ettorre al contrabbasso, Maurizio Simeoli al flauto, Gaetano Galli all’oboe, Fabrizio Meloni al clarinetto, Nicola Meneghetti al fagotto, Pier Antonio Pesci al corno, Mario Marzi al sassofono, Simone Zanchini alla fisarmonica e a Paolo Zannini al pianoforte, che a fine concerto commenta: “Siamo molto contenti della serata perché il risultato è stato comunque positivo, nonostante il vento. Il Castello di Torrechiara è fantastico e l’acustica è perfetta sia per chi suona sia per chi ascolta. Per cui, ritorneremo volentieri: abbiamo tanti altri programmi divertenti in serbo” (...)

 

Mara Varoli - Gazzetta di Parma, Spettacoli, 6 luglio 2000

 

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