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ENSEMBLE
STRUMENTALE SCALIGERO

Musicisti
del Teatro alla Scala di Milano
Omaggio
a Gershwin e Piazzolla
FESTIVAL
DI TORRECHIARA 2000 - 2008
Questa
formazione strumentale nasce nel 1989 come unione di un quintetto
d’archi (due violini, viola, violoncello, contrabbasso) e di un quintetto
di fiati (flauto, oboe, clarinetto, fagotto e corno), ai quali si
sono recentemente uniti sax, pianoforte, fisarmonica e percussioni.
Questo organico consente una notevole duttilità del gruppo, dal duo
al decimino, a formazioni più ampie.
I componenti
sono tutti professori stabili dell’Orchestra del Teatro alla Scala
di Milano, dell’Orchestra Filarmonica della Scala e de
I Cameristi della Scala.
Grazie a un repertorio che comprende numerose trascrizioni di sinfonie
e ouvertures da opere di Mozart e Rossini e brani cameristici che
spaziano da Vivaldi a Hindemith, oltre a musiche di autori del ’900
ormai “classici” come Gershwin, Iturralde, Bolling, Piazzolla, Rota,
l’Ensemble Strumentale Scaligero propone programmi di estremo interesse
culturale e indiscussa piacevolezza, sempre accolti con entusiasmo
da pubblico e critica.
L’Ensemble Strumentale Scaligero ha partecipato ad importanti rassegne
musicali in Italia (Settimane Musicali di Stresa, Vercelli – Premio
Viotti) e all’estero (Festival di Crans Montana, Cognac, Axe en Provence,
Deutsce Kammerorchester di Berlino, Università di Beirut). Ha inoltre
collaborato con la Società del Quartetto, il Teatro Manzoni e il Teatro
alla Scala di Milano, il Teatro Municipale di Piacenza, il Teatro
Bibiena di Mantova, il Teatro Donizetti di Bergamo (a favore dell’UNICEF)
e altre prestigiose istituzioni concertistiche in Italia, Francia,
Svizzera, Germania.
Nel 2000, oltre agli impegni in Italia, sono previsti due concerti
a Londra e una tournée in Spagna.
(Aggiornato alla data del concerto)
LA STAMPA
L’Ensemble della Scala applaudito a Torrechiara
MUSICA NEL VENTO
Nemmeno il vento è riuscito a fermare l’impeto della musica. Martedì
sera al Castello di Torrechiara, l’Ensemble della Scala di Milano
ha avuto ragione sul maltempo e di fronte a partiture che volavano,
le melodie di Rota, Gershwin e Piazzolla hanno caratterizzato una
atmosfera già suggestiva di colori e di effetti scenici, grazie ai
particolari dell’architettura storica. Senza dubbio, un evento, che
ha coinvolto un pubblico numeroso e a dir poco entusiasta dell’incredibile
esibizione dei musicisti di Milano. Un evento anche simbolico, nel
rispetto della natura dell’arte, che ha valorizzato in tutto il suo
significato la spiritualità della musica.
Il Festival di Torrechiara, dedicato a Renata Tebaldi, inizia con
una serata straordinaria, dove la spettacolarità del palcoscenico
si unisce alla particolare situazione ambientale, come in una performance
teatrale, dove i temi più diversi trovano spazio all’interno di ritmi
e melodie: dai contrasti fra la nostalgia e l’allegria delle musiche
de La strada di Nino Rota alle atmosfere romantiche, celebrative
e drammatiche di Rhapsody in blue di George Gershwin. Poi è
il momento di Oblivion di Astor Piazzolla, un grande momento,
dove il silenzio del pubblico, completamente trasportato dalla situazione,
premia un’esecuzione intensa e sensazionale.
È la musica che riempie l’intera struttura, che entra nelle volte
e invade il cortile d’onore del Castello, così come accade per la
Suite Hellenique di Pedro Iturralde, caratterizzata da un ritmo
incalzante. Me è con Libertango di Piazzolla che l’Ensemble
strumentale della Scala raggiunge la libertà: l’incredibile forza
del fisarmonicista, la sua fantasia e la sua abilità nell’improvvisazione
determinano tutta la prima parte del brano, che poi esplode con l’orchestra.
Gli applausi conclusivi richiedono ben due bis, nei quali si dà nuovamente
spazio all’estro di Piazzolla con La morte dell’angelo.
Grazie a Giorgio Di Crosta e Ernesto Schiavi ai violini,
Stefano Pancotti alla viola, Marcello Sirotti al violoncello,
Giuseppe Ettorre al contrabbasso, Maurizio Simeoli al
flauto, Gaetano Galli all’oboe, Fabrizio Meloni al clarinetto,
Nicola Meneghetti al fagotto, Pier Antonio Pesci al
corno, Mario Marzi al sassofono, Simone Zanchini alla
fisarmonica e a Paolo Zannini al pianoforte, che a fine concerto
commenta: “Siamo molto contenti della serata perché il risultato è
stato comunque positivo, nonostante il vento. Il Castello di Torrechiara
è fantastico e l’acustica è perfetta sia per chi suona sia per chi
ascolta. Per cui, ritorneremo volentieri: abbiamo tanti altri programmi
divertenti in serbo” (...)
Mara Varoli - Gazzetta di Parma, Spettacoli, 6 luglio
2000
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