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FOTOGRAFIE






LA STAMPA
TERESA
DE SIO:
SUD FUGA
DELL'ANIMA
Il dialetto, lingua per scavare nel profondo delle
emozioni
(...) Teresa De Sio parla poco e canta tanto; bal la, suona,
coinvolge il pubblico al battito di mani; sanguigna, vita- le, energica
ed appas- sionata, la cantante pre senta uno spettacolo completo,
un rito magi- co che sotto un attento sguardo teatrale racco- glie sul
palco un en- semble formidabile ed amalgamato (...).
(...) Teresa De Sio di- mostra con il suo spet- tacolo che il ricco
patri- monio di musica popo- lare del sud è più che mai vivo e non rischia
l’erosione del tempo e delle correnti commer- ciali finché qualcuno
avrà il coraggio di oc- cuparsi di lui con l’en- tusiasmo ed il trasporto
che lei ha saputo tras- mettere.
Maria Cristina Bonati
L’Informazione, Spettacoli
29 luglio 2005
Trascinante
concerto dell'artista napoletana
TERESA
DE SIO:
L’INCANTE-SIMO
DEL SUD
(...) Dopo una parte cen trale più intimistica
(...), il concerto è prosegui- to in un crescendo tra- scinante, con
gli spetta tori quasi “costretti” ad alzarsi e a ballare, forse
prigionieri dell’incante- simo della taranta, il ra- gno che secondo
la tra- dizione pugliese obbli- ga a danzare le vittime dei suoi morsi.
(...)
Gazzetta di Parma, Spettacoli
29 luglio 2005
INFO
DATA:
Mercoledì 27
luglio 2005
ORA: 21,15
LUOGO:
Cortile d’Onore del
CASTELLO DI
TORRECHIARA
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TERESA DE SIO

A sud! A sud!
FESTIVAL DI TORRECHIARA 2005
Teresa
De Sio, una delle interpreti più significative della musica partenopea,
è ritornata al dialetto con A sud! A sud!, un bellissimo disco
e uno spettacolo improntati al recupero e alla rilettura delle tradizioni
dell’Italia mediterranea.
Dopo il successo internazionale del progetto Craj (Domani), presto
anche un film, legato soprattutto alla musica popolare dell’area pugliese,
in cui condivideva il palco con Giovanni Lindo Ferretti (nei panni di
un viaggiatore settentrionale) e autentiche voci popolari come Matteo
Salvatore, Uccio Aloisi e i Cantori di Carpino, Teresa presenta ora
lo spettacolo basato sul materiale del nuovo disco. In cui, per riprendere
una recensione de La Stampa, “c’è intelligenza, cuore, poesia,
arte; ci sono gioia e tristezza, e vita, e voglia di fare - la musica
del Sud Italia è la musica più bella del mondo; se è la musica che ti
fa ascoltare Teresa”.
Il percorso artistico di Tersa De Sio la vede esordire nel 1979, non
ancora ventenne, nell’esperienza di MusicaNova; la presenza nell’ensemble
pilotato da Carlo D’Angiò ed Eugenio Bennato ha segnato certamente il
periodo d’oro della band che fondeva il linguaggio folk con la canzone
d’autore in quella fine anni settanta così piena di forti emozioni.
Nel 1980 viene pubblicato il suo primo album solista, Sulla Terra
Sulla Luna. A distanza di due anni esce Teresa De Sio,
che contiene tra le altre canzoni “Voglia ‘e turnà” e “Aumm Aumm”. A
sorpresa il disco vende oltre cinquecentomila copie e una lunghissima
tournée corona il successo dell’anno assieme ad una totale stima da
parte della critica che ne esalta il valore poetico e musicale. Il successo
si ripete nel 1983 con l’uscita di Tre: ancora cinquecentomila
copie vendute e la popolarità della De Sio che diviene indiscussa. Il
nuovo tour si conclude con un concerto con trentamila presenze trasmesso
in diretta televisiva della Rai (in tv la seguiranno sette milioni di
spettatori). Gli anni successivi vedono Teresa impegnata in progetti
di rilievo internazionale con produttori e arrangiatori del calibro
di Brian Eno, Paul Buckmaster e Michael Brook e collaborazioni con interpreti
come Stewart Copeland, Fabrizio De André e Fiorella Mannoia.
Il 2000 è l’anno della realizzazione del progetto La Notte del Dio
che Balla, di cui Teresa De Sio è anche direttore artistico.
Contiene il singolo inedito “Salta Salta” presentato in anteprima nazionale
al grande concerto del 1° Maggio a Piazza San Giovanni a Roma, ripreso
in diretta da Rai 3. Verrà poi messo in produzione e varato nel mese
di luglio con sei concerti realizzati per i maggiori festival italiani:
più di tre ore di musica dal vivo, dalle radici della musica popolare
alle contaminazioni tecnologiche.
Oggi Teresa De Sio è tornata al dialetto perché ritiene che la musica
popolare sia musica ecologica, la musica dei popoli del mondo che viene
tramandata da millenni e che non potrà mai morire. Ogni oggetto della
nostra età contemporanea ha una funzione ed un uso limitato e dopo il
suo breve periodo di funzionalità ci assilla con la sua inutile e invadente
presenza. Questa musica invece è “totalmente biodegradabile”, consumabile
fino in fondo, è “l’Armonia Perduta che preme dal profondo e tenta una
nuova fioritura”. La musica popolare è il mezzo con cui ancora oggi
si riesce a comunicare ciò che la contemporaneità ritiene insulso, non
commerciabile, non economicamente produttivo: la reale comunicazione
con l’altro, l’instaurare una genuina relazione, la capacità di esprimere
sinceramente il mondo interiore con tutti i sentimenti che ne derivano.

Teresa De Sio:
voce, chitarra classica e acustica e tammorra
Giuseppe De Trizio: chitarra classica, 12 corde
e mandolino
Massimiliano Rosati: chitarra acustica, classica
e 12 corde
Fred Casadei: basso elettrico
H.E.R.: violino
Vito De Lorenzi: batteria, tammorra e tamburi
Umberto Papadia: tammorra, percussioni e cori
Come ulteriore arricchimento del legame tra il Festival
e il territorio circostante, durante la serata agli spettatori è stato
offerto un aperitivo proposto dai sommelier della
Casa Vinicola La Bandina di Casatico.
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