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ASCOLTI


Sinfonia


Duetto

Donato Di Gioia

Annamaria Dell’Oste


Aria

Annamaria Dell’Oste


Finale

 

LA STAMPA


LIRICA - Martedì

sera l’opera ha concluso il Festival

di Torrechiara

 LA CAMBIALE

DI ROSSINI

 

Questa Cambiale di Matrimonio con cui il diciottenne Rossini fa il suo sorprendente esor- dio sulla scena teatrale può essere davvero considerata come un impegno sottoscritto dal musicista, un’ipote- ca che il pesarese ac- cende sulla sua folgo- rante carriera (...).

Per dire, insomma, co- me anche il Rossini più innocente, quello degli esordi appunto, lanci subito degli allarmi, se- gnali che non sono sfuggiti a chi ha potuto assistere a questa pro- posta con cui si è chiu- so in bellezza il Festival di Torrechiara.

Una realizzazione garba ta, contrassegnata da una ben riconoscibile misura che lasciava intendere la consape- volezza di quanto va muovendosi dietro la trama così scorrevole di questa farsa, vale a dire quel fermento vita- listico che porterà ben presto a quell’esaltante "delirio nel quale mèta di Apollo è Dioniso".

(...) Pubblico entusia- sta, con tante chiamate.

 

Gian Paolo Minardi

Gazzetta di Parma

Spettacoli

29 luglio 1999

 


 

Gli applausi che hanno salutato la seconda rap presentazione di quella Cambiale di Matri- monio che ha concluso il cartellone del Festival di Torrechiara erano in un certo senso l’eco, la continuazione di quelli che ne hanno accolto la conclusione della prima, effettuata la sera della domenica prece- dente, ribadendo così la validità di una pro- duzione che nella sua misura raccolta ma non sommaria ha dato della giovanile farsa rossi- niana una versione di affidabile tratto. (...)

La poco più che un’ora di musica di cui è fatta questa Cambiale con- tinua a scorrere, a due secoli di distanza, con immutato brio, con la leggerezza e l’eleganza che ci si augura e non sempre si ritrova anche in occasioni più palu- date, per passare una sera d’estate sotto le stelle.

Ed in questo senso la produzione che il Fe- stival di Torrechiara ci ha offerto si è rivelata di gusto e di misura: sotto le cure musicali di Carlo Piazza e con la re- gia di Andrea Dondi, la brillante farsa (...) si è andata evolvendo con aderenza a queste ca- ratteristiche e col giu- sto passo. (...)

 

V.R. Segreto - Gazzetta di Parma - Spettacoli

 

 INFO


DATA:
25 E 27 LUGLIO 1999

 

ORA: 21,15

 

LUOGO:

Cortile d’Onore del
CASTELLO DI TORRECHIARA

LA CAMBIALE DI MATRIMONIO


 

 

Farsa comica di Gaetano Rossi - Ed. Casa Ricordi, Milano
Musica di

GIOACHINO ROSSINI

 

Personaggi e interpreti:

 

Tobia Mill, negoziante:
Fanny, di lui figlia:

Edoardo Milfort:
Slook, negoziante americano:
Norton, cassiere di Mill:
Clarina, cameriera di Fanny:

ROMANO FRANCESCHETTO
ANNAMARIA DELL’OSTE (25/7)
PAOLA SANGUINETTI (27/7)
GUILLERMO DOMINGUEZ
DONATO DI GIOIA
LUCA SALSI
ANTONELLA MONTALI

 

ORCHESTRA DA CAMERA STRADIVARIUS
Maestro Concertatore e Direttore: CARLO PIAZZA
Regia: ANDREA DONDI - Costumi: ARTEMIO

 

FESTIVAL DI TORRECHIARA 1999

 

Con la farsa  La Cambiale di Matrimonio, rappresentata il 3 novembre 1810 al Teatro S. Moisè di Venezia, si apre la fulminante carriera teatrale di Gioachino Rossini, che lo porterà in soli diciannove anni a comporre quasi quaranta opere, divenendo in breve tempo il più importante e acclamato compositore italiano del periodo, fino al suo volontario ritiro dalle scene all’età di 37 anni e all’apice del successo. La scelta del genere buffo è per il diciottenne Rossini pressoché obbligata: all’inizio dell’Ottocento i teatri, in particolare quelli impresariali, commissionano quasi esclusivamente questo tipo di opere e i primi lavori veneziani del compositore, che pure amerebbe cimentarsi nell’opera seria, sono farse comiche in un atto, realizzate con mezzi scenici essenziali, orchestra di ridotte dimensioni e senza coro. Anche il libretto di Gaetano Rossi, ai primi passi di una lunga e onorata carriera, non si discosta sostanzialmente dal tipico schema della commedia borghese che imperversava in quegli anni.
Le vere sorprese arrivano con la musica, che denota una padronanza dei mezzi compositivi eccezionale non solo per un debuttante; il caratteristico stile buffo rossiniano appare perfettamente formato, quasi al genio fossero risparmiati i tentativi e gli errori di un normale apprendistato.
La sinfonia, strutturata in due parti (andante – allegro), si ispira alla forma sonata classica, bitematica tripartita, tipica di Mozart, Haydn e Beethoven, con temi brillanti e melodici che riportano al lirismo dell’opera italiana.

Sul modello del prediletto Mozart, il concertato assume un’importanza preponderante ed è già dominato dall’inconfondibile carattere rossiniano, col suo gusto per scioglilingua e nonsense, punteggiati da un incalzare ritmico che porta verso il celebre crescendo finale. Pur nelle ridotte dimensioni dell’atto unico, il terzetto centrale della Cambiale pare anticipare i pirotecnici finali primi dei capolavori più maturi. 
L’aria del soprano (Fanny), suddivisa in tre parti (allegro – andante – allegro), ricalca la forma della sinfonia italiana del ‘700, particolarmente gradita al pubblico per la sua brillantezza, mentre nelle arie dei due buffi (Mill e Slook) la parte melodica principale è affidata all’orchestra, sulla quale si sviluppa una linea di canto frammentata, di non ampio respiro. Il virtuosismo e la coloratura appaiono spesso sia nelle arie che nei pezzi d’insieme.
L’altissimo senso teatrale di Rossini fonde questi elementi in un meccanismo già perfetto, una forma che resterà pressoché immutata in tutta la sua produzione comica.
L’eccezionale maturità dimostrata nella Cambiale di Matrimonio è in parte spiegata dal fatto che, nonostante la giovane età, il compositore aveva già al suo attivo diversi interessantissimi lavori di musica cameristica e sacra e aveva terminato un’opera seria, Demetrio e Polibio, che sarà però rappresentata solo nel 1812. A questo si può aggiungere l’esperienza come strumentista e cantante in varie rappresentazioni operistiche.
Fondamentali, comunque, furono lo studio dei capolavori di Mozart e Haydn, di cui Rossini farà tesoro in modo del tutto personale e la formazione presso il Liceo Filarmonico di Bologna, sotto la guida di padre Stanislao Mattei. 
Le opere buffe di Rossini, delle quali La Cambiale di Matrimonio è il primo esempio, si pongono come punto d’arrivo ideale e insuperato della grande tradizione settecentesca, dalla quale però si distaccano per una fondamentale sfiducia da parte del compositore nei valori illuministici che ne stavano alla base. Il nostalgico Rossini fu infatti un grande inattuale e insieme un precursore di quell’odiato Romanticismo che lo accoglierà (suo malgrado) tra i suoi modelli.
Dino Morelli - Carlo Piazza


LA TRAMA



Tobia Mill, negoziante inglese, sta per concludere un grosso affare che gli renderà un lucroso guadagno. Infatti ha ricevuto un’originale missiva del ricco mercante canadese Slook il quale, con stile conciso da esperto commerciante, gli chiede che gli sia spedita una moglie bella, giovane, sana, anche senza dote, purché di onesta reputazione. Mill stabilisce di inviare quale sposa la sua unica figlia Fanny, in modo da accasarla a suo vantaggio. 
Fanny, però, ama in segreto un giovane di condizioni modeste di nome Edoardo Milfort il quale, con la complicità del cassiere Norton, pur di restare vicino alla fanciulla si fa assumere come computista presso il negozio di Mill. 
A questo punto giunge improvvisa la notizia che Slook è sbarcato in Inghilterra per concludere personalmente l’affare. Eccitatissimo, Tobia Mill dà ordine ai servitori, affinché l’ospite sia accolto con tutti gli onori. Intanto Fanny viene a sapere per mezzo di Norton l’intrigo ordito dal padre e si dispera.
Giunge Slook il quale, non conoscendo le usanze europee, si comporta alquanto goffamente. Rimasto solo con Fanny, è incantato dalla bellezza della giovane e si congratula con se stesso per l’ottimo affare che sta per concludere. La giovane, però, gli mostra tutta la sua ostilità. Nel frattempo giunge Edoardo che con minacce intima al povero canadese di rinunciare al  matrimonio. Spaventato, Slook annuncia a Tobia che non vuol più sposare la figlia, ma che pagherà  ugualmente il suo debito. Sentendosi raggirato e offeso, il vecchio commerciante lo sfida a duello. 
Poco dopo Slook scopre Fanny e Edoardo mentre si scambiano tenere espressioni d’amore. Egli intuisce il dramma dei due innamorati e, vincendo la diffidenza dei giovani, promette di aiutarli. Essendo molto ricco può permettersi di far loro un cospicuo dono: cede la cambiale ad Edoardo in modo che questi possa reclamare per diritto la fanciulla, nominandolo nel contempo suo erede. I due innamorati ringraziano commossi l’inatteso benefattore. 
Intanto Tobia Mill attende Slook per il duello. Egli, nella sua furibonda esaltazione, previene lo svolgimento dell’azione e brandisce la spada nel vuoto, immaginando di affrontare l’avversario e di ucciderlo. L’arrivo improvviso di Slook lo terrorizza. 
Intervengono Fanny e la cameriera Clarina a scongiurare i due di desistere dai loro sanguinosi propositi. Nel frattempo giunge il giovane Edoardo, il quale chiede l’immediato pagamento della cambiale. Tobia si accorge finalmente del tranello e grida al tradimento, ma il flemmatico Slook gli ingiunge di tacere e di ascoltarlo: egli si era accorto che il capitale, cioè la bella Fanny, era già “ipotecato”. Avrebbe potuto danneggiare Mill accusandolo di frode, ma ha trovato un altro acquirente e ha preferito girare la cambiale a lui. Tobia protesta vivamente ma alla fine, saputo che Edoardo è stato nominato erede del ricco canadese, accetta di buon grado il matrimonio fra i due giovani. Il generoso Slook riparte fra i ringraziamenti generali.

 

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